Quattro/I
«Mangiamo tempo, produciamo passato»
In Quattro tento di dare ordine alle mie letture mensili, che tutto sono tranne che ordinate. A partire dalla cronologia d’uscita dei libri: in Quattro troverai libri nuovi di zecca, ma anche libri con qualche anno in più. Ma ha poi senso legare i libri a un tempo storico? Mentre ci pensi, c’è qui Gospodinov che ha qualcosa da dirti a proposito di tempo.
Georgi Gospodinov, Cronorifugio (link)
Quanto valgono le nostre memorie? I fatti che ricordiamo li abbiamo davvero vissuti o sono frutto d’invenzione? In fondo i ricordi sono fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni. Sulle memorie, sul tempo che le intacca passandoci sopra come acqua di fiume, sulla Storia che influenza le nostre storie, quelle personali e quotidiane, si interroga Georgi Gospodinov nel suo ultimo romanzo. Sarebbe meglio dire meta-romanzo, perché l’autore si fa personaggio e dialoga con le sue stesse creature. Gospodinov gioca la stessa partita dello scrittore americano Ben Lerner, sulla circolarità del Tempo e sul futuro della fiction, con una maestria a mio parere anche superiore.
Olga Tokarczuk, Guida il tuo carro sulle ossa dei morti (link)
Si rischia di farsi male leggendo Olga Tokarczuk, premio Nobel per la Letteratura nel 2018. Le sue parole sono appuntite, le loro associazioni pericolose. Si procede nel libro con la sensazione che qualcosa di violento stia per accadere, e non c’entra la presenza di un cadavere nelle prime pagine. La signora Duszejko — non sbagliatene il nome o se ne avrà a male — è una narratrice allucinata, vive in un isolamento che non si capisce se sia forzato o volontario. Tokarczuk usa i fili della follia, della solitudine, della discriminazione di genere, per tessere una trama da thriller.
Peter Mendelsund, Che cosa vediamo quando leggiamo (link)
Le storie nei libri hanno tutte un tempo, un luogo e un protagonista in azione — altrimenti non sarebbero storie. Quasi sempre noi che leggiamo non abbiamo vissuto nel tempo della storia, non abbiamo frequentato i luoghi descritti, non abbiamo mai conosciuto i personaggi. Eppure riusciamo a immaginarli, o almeno ci proviamo. Mendelsund è un art director, il suo approccio al problema di come si forma un’immagine nella nostra testa è soprattutto professionale. Con un libro che è a metà tra il saggio e la graphic novel, più che le risposte, Mendelsund offre dei quesiti e chiede al suo lettore una partecipazione attiva. Perché l’immaginazione di ciascuno è un fatto talmente personale da non poter stilare una regola universale.
Antonella Cilento, La caffettiera di carta (link)
Ci sono decine di manuali di scrittura creativa sul mercato. La caffettiera di carta di Antonella Cilento, già finalista del Premio Strega con Lisario o il piacere infinito delle donne, è il libro di bordo di un viaggio nell’insegnamento —ma non solo— durato trent’anni. Ci sono gli esercizi da fare, certo; c’è anche “una bibliografia sentimentale” di quarantasei pagine che da sola vale il prezzo del libro. Se ami la letteratura e vuoi capirne i meccanismi adorerai questo libro, nel quale aleggia la domanda che tutti i lettori, più o meno consapevolmente, si pongono: di cosa è fatto un bel libro?
